Mastoplastica Additiva

L'età, le gravidanze, gli squilibri di peso e/o ormonali possono determinare uno "svuotamento" od una asimmetria del seno, dandone un effetto sgradevole alla paziente stessa. In alcuni soggetti si instaura una sensazione di "non accettazione" con se stessa e col proprio partner. La mastoplastica additiva favorisce un miglioramento dello stato psichico, contribuendo notevolmente ad una maggiore accettazione di se stessa.

Informazioni generali

La mastoplastica additiva consente, mediante l'introduzione di una protesi sotto la ghiandola mammaria, l'aumento volumetrico della mammella stessa, ricreando un seno più gradevole e, talora, più sensuale. Il posizionamento della protesi viene generalmente scelto dal chirurgo con la paziente. Fondamentalmente due sono i siti in cui vengono collocati gli impianti protesici: la regione sottoghiandolare oppure sottomuscolare. La prima risulta essere esteticamente la più gradevole (se la quantità di ghiandola mammaria lo consenta), ma presenta un maggior rischio a formare la contrattura capsulare. La seconda tecnica, viceversa, riduce la possibilità della contrattura capsulare, ma presenta un effetto estetico meno evidente, oltre a poter determinare una difficoltà a certi movimenti. Personalmente preferisco la tecnica di Tebbets o Dual Plane. Con tale procedura si ottiene un risultato estetico simile alla prima metodica; si riduce il rischio di contrattura come per la seconda e si evita, soprattutto, la difficoltà a praticare certi movimenti. E' una metodica che non interferisce con allattamenti, con patologie mammarie. Sono stati infatti esclusi rapporti di interferenza con malattie autoimmunitarie, tumori e displasie mammarie.

Chi è candidato alla Mastoplastica Additiva

E' una tecnica altamente individuale. Infatti col chirurgo si può valutare la tipologia di protesi da impiantare (rotonda od anatomica) e la sua dimensione. Durante tale intervento possono essere eseguite altre procedure, atte a sollevare un seno caduto (ptosi mammaria). Può essere praticata dopo l'età dello sviluppo, in soggetti che stiano in buone condizioni di salute e che abbiano un atteggiamento positivo e delle aspettative realistiche.

Preparazione pre-operatoria

Verranno prescritti esami di laboratorio, un elettrocardiogramma ed una radiografia del torace in preparazione all'intervento. Si consiglia di non assumere aspirina o medicamenti che la contengono per due settimane prima dell'intervento e due settimane dopo. L'aspirina può causare sanguinamento e quindi aumentare il rischio di complicanze. Si consiglia poi di eliminare il fumo per almeno due settimane prima dell'intervento. Alcuni studi hanno dimostrato che l'incidenza delle complicanze è 10 volte superiore nei pazienti fumatori che non in quelli che non fumano. Se il fumo viene eliminato per 15 giorni o più prima dell'operazione, l'incidenza delle complicanze è pari a quella dei non fumatori. E' consigliabile evitare contatti con persone con raffreddore o altre malattie infettive.

L'intervento

L'intervento viene da me eseguito in anestesia generale. Le incisioni da me preferite, anche se ve ne siano fondamentalmente di 4 tipi (sottomammaria, periareolare, sottoascellare, ombelicale), sono la sottomammaria e, ad eccezione di eventuali correzioni delle areole o dell'associazione di una piccola mastopessi, la periareolare. In alcuni casi può essere praticata una mastopessi con incisione verticale ed impiegate delle protesi per dare maggior volume alle mammelle. La durata dell'intervento varia dai 45 ai 90 minuti. Il tempo dipende fondamentalmente dalla scelta delle protesi in corso d'opera e dall'eventualità di associare altra tecnica. Infatti, anche dopo aver orientativamente indicato con la paziente la tipologia di protesi da impiegare, potrebbe verificarsi che durante l'intervento l'esigenza dei tessuti mammari preferiscano una misura leggermente differente. La posizione delle protesi da me scelta è una via di mezzo tra la retro ghiandolare e la retro muscolare, chiamata Dual Plane. Raramente vengono impiegati dei drenaggi e le cicatrici risultano di piccole dimensioni e con suture altamente estetiche. A conclusione dell'intervento verrà applicato un bendaggio modicamente compressivo, che verrà successivamente sostituito con un reggiseno contenitivo. Il riposo sarà a letto con il busto sollevato, evitando di ruotare sui fianchi.

Cosa aspettarsi dopo l'intervento

Già dall'immediato post-operatorio si può avere una idea del risultato finale. Certamente occorrerà attendere almeno sei mesi affinché si sia ridotto l'edema ed i tessuti risultino più morbidi. La paziente rientra al proprio domicilio il giorno dopo all'intervento, solo in qualche caso può rientrare la sera stessa. Comunque, al suo rientro eseguirà al proprio domicilio terapia medica (antibiotici, antiedemigeni, analgesici). Dolore e gonfiore: Il dolore è generalmente di modesta entità e ben controllabile con i consueti farmaci analgesici disponibili, sia in struttura sanitaria che a casa. Medicazioni: Alla fine dell'intervento viene applicata un'abbondante medicazione compressiva, che non dovrà essere manomessa dal paziente e sarà cambiata in genere dopo circa 4-5 giorni dal chirurgo, per essere sostituita da un reggiseno specifico. In questa occasione verranno applicate delle medicazioni ridotte. I punti verranno rimossi dal chirurgo di solito verso la 21° giornata dall'intervento, a seconda del tipo di sutura praticata. Potranno essere presenti dei drenaggi, che verranno rimossi dal primo giorno di post-operatorio al terzo. Cicatrici: Le cicatrici che rimangono dopo questo intervento si rendono meno evidenti con il tempo, ma sono permanenti, anche se potranno venire agevolmente coperte con indumenti e dalle pliche cutanee fisiologiche. Nelle prime settimane, le cicatrici appaiono spesso peggiorate, divenendo più rosse ed evidenti. E' necessario attendere 9-12 mesi perché le cicatrici maturino definitivamente, appiattendosi e divenendo più bianche. Per tale periodo, esse non dovranno essere esposte direttamente al sole (quindi impiegare indumenti o creme filtro antisolare totale) e potranno essere massaggiate con idonee creme emollienti. Se si presentano rischi di cicatrici ipertrofiche o cheloidee, potranno essere prescritti cerotti siliconati da portare sulle cicatrici per i primi mesi. Dopo I'operazione, può anche essere presente una modesta sporgenza di tessuti immediatamente al di sopra e a lato delle linee di incisione; generalmente ciò è temporaneo e tende a scomparire, nel giro di qualche mese, man mano che le cicatrici si ammorbidiscono ed i tessuti si distendono. Occasionalmente può essere opportuna, a distanza, una revisione della cicatrice in alcuni punti per ottenere il miglior risultato cosmetico possibile. Tali piccoli interventi possono essere eseguiti in anestesia locale. E' utile ricordare che, anche se un buon risultato è spesso evidente fin dalla rimozione dei punti, non è possibile giudicare il risultato finale dell'operazione finché non sia scomparso tutto l'edema (gonfiore) e l'area dell'intervento non si sia ammorbidita completamente, quindi perlomeno per 3-6 mesi dopo l'intervento. Sensibilità: Dopo l'intervento può essere presente una perdita di sensibilità cutanea sul sito chirurgico o sull'areola che è, generalmente, temporanea e che scomparirà dopo alcuni mesi.

Possibili complicanze

Come in qualsiasi intervento chirurgico vi è un certo grado di rischio. Le complicanze nella mastoplastica additiva sono rare, ma possibili. Quando intervengono, generalmente, rispondono prontamente ad un trattamento adeguato senza compromettere il risultato finale. Possono essere rappresentate da: contrattura capsulare, ematoma, sanguinamento prolungato, pneumotorace, sieroma, infezione, perdita di tessuto, cicatrici insoddisfacenti, asimmetrie. La contrattura capsulare è la complicanza più fastidiosa di questo tipo d'intervento. Si viene a determinare per una reazione locale all'impianto protesico con "raggrinzimento" della mammella interessata e con presenza di dolore. La risoluzione di questa, se non si riesce con farmaci antiedemigeni ed antibiotici, è solo chirurgica. In questo caso viene rimossa la protesi, eseguito un lavaggio con soluzione disinfettante ed antibiotica, rimossa la capsula periprotesica formatasi e reintrodotta una protesi. La domanda che potrebbe sorgere spontanea è se potrebbe verificarsi un altro episodio di contrattura. Purtroppo, non può essere data una risposta esauriente, poiché non è possibile prevedere se l'organismo reagirà o meno all'impianto. Comunque, statisticamente le tecniche retro muscolare ed ancor meglio la Dual Plane sono quelle che riducono notevolmente tale rischio. Altra possibile complicanza è il "rippling" o raggrinzimento della protesi dovuto a due fattori: dimagrimento della paziente dopo l'intervento (anche a distanza di tempo) oppure una tasca di alloggiamento più piccola rispetto le dimensioni delle protesi. Nel primo caso, è possibile risolvere il problema riacquistando peso; nel secondo caso, è consigliabile la sostituzione delle protesi. Se avviene sanguinamento eccessivo durante l'operazione, si procede con il posizionamento di due drenaggi in aspirazione uno per lato). Viceversa, se il sanguinamento si verificasse dopo, con formazione di ematoma importante, potrebbe essere necessario rioperare per drenare e fermare l'eventuale sanguinamento. Il pneumotorace, condizione in cui viene lesa la pleura ed aria esterna introdotta in cavità polmonare, è rarissima come complicanza. Può essere determinata da un'accidentale lesione della pleura, che potrà essere trattata con l'introduzione di un grosso drenaggio in cavità toracica, favorente la fuoriuscita dell'aria. Il sieroma è un accumulo anche significativo di siero (liquido) sotto la ferita, che può necessitare di ripetute aspirazioni con siringa. Le infezioni sono generalmente rare e rispondono con prontezza alla terapia antibiotica. La perdita o "necrosi"di tessuto (cute e sottocute) è estremamente rara; qualora dovesse accadere, può richiedere solo medicazioni ripetute o un ulteriore intervento ricostruttivo con risultati in genere soddisfacenti. Riguardo le cicatrici, queste restano a distanza di mesi di solito poco visibili; peraltro, come già detto, può essere utile una occasionale revisione chirurgica ("ritocco") a distanza. In taluni, rari, pazienti, esiste la possibilità, non sempre predicibile prima dell'intervento, che le cicatrici restano arrossate e rilevate permanentemente. Le asimmetrie possono essere successivamente migliorate con "ritocchi" in anestesia locale.

Ripresa dell'attività fisica e della vita di relazione

E' prevista per la prima settimana dopo l'intervento riposo assoluto e per almeno 3-4 settimane l'impiego di un reggiseno specifico modicamente compressivo. Nelle prime 24-48 ore è consigliato riposo a letto. Dopo è possibile alzarsi, ma si consiglia di non uscire di casa per i primi 5-6 giorni. La notte è consigliabile dormire con la spalliera del letto sollevata per almeno 3 settimane per evitare che eventuali rotazioni laterali possano spostare le protesi. Durante la seconda-terza settimana saranno riprese gradualmente le normali attività fisiche. In questo periodo non è consigliabile praticare sport o esercizio fisico, ma se i pazienti si sentono in grado di farlo possono uscire per passeggiate e per attività sociali non faticose. Dopo la terza settimana qualsiasi altra attività è consentita. La guida dell'automobile è consentita dopo due settimane come anche l'attività sessuale (entro limiti ragionevoli). Il sole è estremamente dannoso per le cicatrici. Evitare quindi accuratamente il sole, limitando I'esposizione al minimo ed usando creme protettive in abbondanza. Al di la dei danni diretti sulla cute, il sole provoca sulle cicatrici recenti un arrossamento e stimola la formazione di cicatrici spesse; potrebbe inoltre stimolare in alcune aree una colorazione più intensa che poi non scompare del tutto quando l'abbronzatura va via. Nelle zone trattate può persistere per qualche tempo, anche mesi, un certo grado di ipoestesia.

Mastoplastica Additiva

DR. GIUSEPPE LIARDO